James Blake + Wrongonyou // Rock in Roma – Teatro Romano di Ostia Antica 2019

Al Rock in Roma non basta l’Ippodromo delle Capannelle, dove è in programma Franco126 (rapper e cantautore romano) così ambienta parte degli spettacoli anche nella sede distaccata del Teatro Romano di Ostia Antica in collaborazione con l’Ostia Antica Festival. Il 2 luglio 2019 è una bella serata estiva. Sperimento i mezzi pubblici per raggiungere Ostia Antica e vedo che non è così difficile. Non è ancora il tramonto, ma già si intuisce che la cornice del parco di Ostia Antica creerà qualcosa di magico.

La gente si siede sulle pietre dell’anfiteatro e alle 21 circa arriva sul palco Wrongonyou, al secolo Marco Zitelli, cantautore romano classe 1990, che con la sua chitarra e il cappello con la visiera rialzata mostra il suo talento innegabile. Ironico e deciso, riscalda il pubblico chiedendo, come in un duetto, di cantare il ritornello di una delle sue canzoni I don’t want to get down. Suona circa 30 minuti e saluta il pubblico di casa, che è anche la sua casa e si vede, che lo ricambia con un grande applauso. Non semplice aprire un concerto di questo tipo e lui ci riesce alla perfezione. Nelle sue canzoni c’è un inglese impeccabile, tanto è vero che, all’inizio della sua carriera, è stato chiamato per un’audizione da un professore di Oxford.

James Blake + Wrongonyou // Rock in Roma - Teatro Romano di Ostia Antica 2019
James Blake + Wrongonyou // Rock in Roma – Teatro Romano di Ostia Antica 2019

Sul palco salgono i tecnici per sistemare la scena. Vengono tolti i teli da tre blocchi sul palco: sul blocco centrale appare una batteria elettro-analogica, sul blocco di destra un’avanzatissima macchina del suono e sull’ultimo le tastiere.

Pochi minuti alle 22.00 e siamo tutti rapiti dallo spettacolo davanti ai nostri occhi, i colori del tramonto illuminano una scena che merita rispetto. La pura bellezza delle colonne del Teatro Romano con lo sfondo del tramonto rosso. Incantevole, ma è solo l’inizio!

Entrano velocemente sul palco, sono in tre e James Blake, con un lieve sorriso, si sposta verso la sua postazione di lato rispetto al pubblico. Alla batteria c’è Ben Assiter e alla chitarra e synt Rob McAndrews. Si siedono e iniziano a suonare immediatamente.

Iniziano con Assume Form. Tutti incantati! Guardiamo lo spettacolo come intrappolati da una magia che ci porta dal 12 a.C. dell’epoca Augustea al 2019 con uno degli artisti più innovativi della scena musicale attuale. Segue il primo brano, si ferma dicendo per spruzzarsi un prodotto antizanzare, ma riparte e inizia a suonare un grandissimo pezzo, Life Round Here.

James Blake è bravissimo a giocare con il suo cantato e i campioni di suono dei suoi numerosi featuring. Ci sono loop vocali e suoni tirati. La macchina del suono crea complessi muri sonori che arrivano a diventare a volte quasi techno. I suoni si mescolano alla perfezione in questa arena. I volumi sono perfetti. Niente di meglio per apprezzare la maestria di questi artisti. A circa metà concerto si alza e suona accompagnato dallo schiocco delle dita e dalla chitarra, Loathe To Roam, un inedito.

Dopo quasi due ore e una breve pausa ci si avvia verso la parte conclusiva del concerto. Esegue le bellissime Retrograde e Don’t Miss It. Richiamato dal pubblico esegue un fuori scaletta The Wilhelm Scream. L’ultima canzone, la suona da solo al piano, è A Case Of You una cover di Joni Mitchell che per la sua delicatezza ed eleganza quasi commuove il pubblico. James saluta. Il pubblico è in standing ovation. Il silenzio ritorna.

Ci si avvia verso casa, ma con la sensazione di aver ascoltato e visto uno spettacolo unico. Peccato per chi non c’era.

FDC