Piero Pelù – Benvenuto al Mondo Tour // Tuscany Hall (Firenze)

È stato proprio un gran casino rock ‘n’ roll il concerto che Piero Pelù ha tenuto nella sua Firenze, al Tuscany Hall, venerdì 22 novembre 2019. Il cantante toscano, accompagnato dai suoi BandidosGiacomo Castellano James Castillo” alla chitarra, Luca MartelliLuc Mitraglia” alla batteria, cori e sequenze e Dado NeriBlack Dado” al basso, doppia chitarra e cori – ha infiammato il locale e messo su un live show potente e sorprendente, travolgente e carico di energia.

L’apertura dello spettacolo, dopo l’opening act del power trio romano Life in the woods, è intensa e forte, un pugno allo stomaco: su quattro pannelli verticali profilati di verde acceso e posti a fondo palco passa infatti un filmato che mostra impressionanti immagini di disastri ambientali, allagamenti e frane. La voce fuori campo di Piero Pelù, in una sorta di recitato dalla cadenza ipnotica e atavica, invita a riflettere sul fatto che “noi siamo la terra”, concetto che sarà ripreso più volte dal rocker fiorentino durante lo show.

Poi Piero sale sul palco, e il Tuscany Hall esplode! Pantaloni neri di pelle con stringhe laterali, canottiera nera con stampato il suo cornucuore, stavolta verde fosforescente, e un fisico da far invidia anche a molti ventenni, senza ombra di dubbio Pelù ha qualcosa di magnetico: un misto di energia, forza e sensualità che calibra con molta consapevolezza, ma anche tanta tanta esperienza e tanto tanto amore per il suo mestiere, che emergono in ogni momento e contribuiscono a rendere la serata memorabile.

È un animale da palco, Piero, e anche in questa occasione lo dimostra, tenendo un ritmo altissimo per tutto il tempo, decisamente potente e sempre su di giri. D’altra parte, quando Piero chiama, il pubblico, il suo pubblico, risponde, e infatti il concerto è tutto esaurito. La sala è piena, ci sono persone di ogni tipo e di ogni età, e tutte cantano a memoria sia i pezzi più vecchi, quelli marcati Litfiba, che i pezzi della nuova produzione solista.

Lo show inizia con una sequenza bella potente: Siamo la terra / Picnic all’inferno, Tribù e Bomba boomerang sono un travolgente concentrato di energia e accendono il pubblico, che si scatena immediatamente sotto il palco.

Ma la vera bomba della serata è la reunion, per una notte, dei Litfiba, un’esperienza meravigliosa che ha scaldato il cuore di ognuna delle tantissime persone presenti. Per la data fiorentina del Benvenuto al mondo tour, infatti, sono saliti sul palco anche Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, per proporre di nuovo, per una notte, due pezzi della loro produzione stratosferica, vere chicche che hanno fatto la storia della musica. La preda e Resta vengono accolte con il boato che si meritano i capolavori, quelli che nel tempo diventano inni generazionali e solcano un tracciato che poi verrà seguito da altri negli anni a venire.

Segue la splendida Fiorirà, canzone coraggiosissima ispirata all’impegno dei ragazzi di Locri contro la criminalità organizzata. Piero Pelù è uno che da sempre non ha paura di esprimere le sue idee, di schierarsi con coraggio e mettendoci la faccia e tutto se stesso.

Il concerto procede a ritmi serrati, la batteria di Luca, accompagnata dal basso travolgente di Dado, è un metronomo impietoso che scandisce ritmi spaccaossa su cui veleggiano le note graffianti di Giacomo. Sono musicisti di grandissimo livello, e offrono una prestazione impeccabile, di qualità altissima. Momenti straordinari si susseguono: Fata Morgana è un’esplosione di emozioni dritta nel cuore, un vero tripudio, sempre magnifica e ancor più splendente con questi arrangiamenti; Regina di cuori, Gioconda e Io ci sarò fanno ballare, cantare e divertire, El Diablo è lunghissima e rocciosa. La serata si muove sinuosa e riuscita, il pubblico in delirio non si risparmia, incalzato dalla performance sopra le righe, divertentissima, piena di potenza del mattatore Pelù, che alterna canzoni a momenti di riflessione senza un attimo di sosta, senza mai un’incrinatura nella voce o nel fiato. Una vera macchina da guerra.

È il momento di un altro tuffo al cuore: salgono infatti sul palco Erriquez e Finaz della Bandabardò, per una travolgente doppietta Lacio drom-W Fernandez. Ci si diverte, si balla, si canta, il pubblico è in estasi, Piero totalmente a suo agio nella sua dimensione fatta di momenti di teatro, monologhi, canzoni e richiami dal palco al suo pubblico, che risponde con incredibile energia.

Il finale con Toro Loco sembra arrivare troppo presto, anche se lo show va avanti da oltre due ore, ma tutti vorrebbero che uno spettacolo del genere non finisse mai. Viene richiesto a gran voce un bis, e quelli sul palco non si tirano certo indietro, riproponendo l’iniziale Picnic all’inferno.

Si viene via stanchi e soddisfatti, dopo uno spettacolo divertente e di qualità in cui hanno dato il loro meglio, senza mai risparmiarsi, degli artisti veri, che sanno fare benissimo il proprio mestiere unendo cuore e maestria e che trovano sul palco la loro dimensione migliore: e questa è, a mio avviso, l’essenza del rock.

Adriana Serra