Abbey Road, la copertina icona

Quali sono gli ingredienti per realizzare quella che sarà per sempre l’immagine icona dei quattro ragazzi di Liverpool e quanto tempo ci vuole? Servono: una scala, un agente di polizia per bloccare il traffico, una macchina fotografica, sei scatti e dieci minuti per realizzare la foto di copertina di Abbey Road. Questo è quello che accadeva l’8 agosto 1969, quasi cinquanta anni fa.

Il concept

Per la realizzazione della foto, fu incaricato Iain Macmillan. Il fotografo era conosciuto da John Lennon in quanto aveva già lavorato per Yoko Ono. L’idea della copertina del decimo album dei Beatles, intitolato appunto Abbey Road, è invece opera di Paul McCartney.

Il bassista disegnò la bozza del concept su un pezzo di carta che poi mostrò a Iain. Sullo stesso foglio, il fotografo aggiunge un altro schizzo con una versione più dettagliata di quello che sarà poi lo scatto effettivo.

Bozza set fotografico per Abbey Road © Paul McCartney, Iain Macmillan
Bozza set fotografico per Abbey Road
© Paul McCartney, Iain Macmillan

La realizzazione della foto

Intorno alle 11.30 dell’8 agosto del 1969 ha inizio la sessione fotografica difronte gli EMI Studios, dove i Beatles avevano registrato il decimo e ultimo album in studio. Visto il traffico consueto della strada, si riesce ad ottenere un permesso per bloccarla ma solo per dieci minuti. Iain piazza in mezzo alla strada una scala su cui sale per avere un’inquadratura leggermente dall’alto. Questo conferiva una prospettiva non troppo frontale, più dinamica e meno piatta.

Bastano solo sei passaggi su quelle famose strisce pedonali, attraversando la strada avanti e indietro. A ogni passaggio una foto e il servizio è concluso.

La scelta finale ricadde sul quinto scatto che era quello che presentava maggiore armonia e una distribuzione dei quattro più uniforme, oltre a essere tutti in perfetta sincronia oltre a dare l’impressione che il gruppo stesse uscendo dagli studi di registrazione.

Come si può notare dagli scatti, in quattro immagini Paul McCartney cammina a piedi nudi e in due invece con i sandali. Il motivo sembra essere legato al caldo estivo della giornata, ma c’è chi asserisce che la scelta contenga un messaggio subliminale e faccia parte del complotto per nascondere la morte del bassista.

La copertina posteriore

Inoltre, Iain scattò un’ultima foto che fu utilizzata per la copertina posteriore sempre dello stesso album. La foto doveva ritrarre l’indirizzo della via sul muro della strada all’angolo con Alexandra Road. Il passaggio della ragazza in abito blu fu casuale, lasciando il fotografo frustrato per lo scatto rovinato. Alla fine l’immagine fu comunque scelta anche per richiamare la copertina. Il muro, diversi anni dopo, fu poi abbattuto.

Abbey Road Back Cover © Iain Macmillan
Abbey Road Back Cover
© Iain Macmillan

Per i più tecnici, Iain utilizzò una macchina fotografica medio formato Hasselblad equipaggiata con una lente grandangolare da 50mm. I dati di scatto sembrerebbero essere i seguenti: otturatore a 1/500 di secondo e diaframma a f/22.

Paul è morto: la leggenda dietro alla copertina

La copertina dell’album da sempre ha alimentato molte leggende riguardo alla presunta morte di Paul McCartney e alla sua sostituzione.

Secondo diverse teorie, l’ordine dei quattro e la scelta degli abiti non sarebbe casuale e starebbe ad interpretare una processione funebre. John che procede il gruppo vestito di bianco, sarebbe il sacerdote o un angelo. Ringo invece vestito in abito nero, sarebbe il portatore della bara. Paul, come accennato prima, è l’unico che cammina a piedi scalzi. Inoltre il bassista appare con gli occhi chiusi e con la sigaretta nella mano destra nonostante fosse mancino. A chiudere la processione c’è George in jeans e clarks che farebbe pensare al becchino incaricato di scavare la fossa.

Riguardo ai piedi scalzi, una delle ipotesi è di voler richiamare l’usanza di seppellire i morti senza scarpe. Ma di elementi ce ne sarebbero tanti altri come ad esempio il significato celato nella targa del maggiolino bianco sulla sinistra. Anche il furgone nero sulla destra ricorderebbe un carro funebre.

Questi sarebbero solo alcuni dei tanti supposti messaggi subliminali presenti in questa foto.

Il backstage

Infine, oltre alle sei foto di Ian, esistono anche alcuni scatti realizzati da Linda McCartney a documentare alcuni momenti del servizio fotografico.

Gli studios

A fronte del successo dell’album dei Beatles, gli EMI Studios furono ribattezzati Abbey Road Studios. Nel 2010 la strada è stata inserita dal governo britannico in una lista protetta dell’English Heritage per la sua conservazione.

Grazie a Google ora attraverso Inside Abbey Road è possibile visitare virtualmente gli studi di registrazione in cui i Beatles realizzarono il loro album.