Intervista ad Irene Ghiotto per il suo SuperFluo

SuperFluo è il titolo del nuovo disco di inediti di Irene Ghiotto, uscito lo scorso 25 ottobre per Granita Records e distribuito da Artist FirstIrene è una musicista, cantautrice e produttrice, nata e cresciuta nella provincia di Vicenza. Nel 2012 è una dei due vincitori di Area Sanremo, e partecipa nel 2013 al Festival Di Sanremo, categoria Nuove Proposte, con il suo primo singolo Baciami. Nell’ottobre 2015 Irene vince l’undicesima edizione del Premio Bianca d’Aponte, aggiudicandosi anche la targa Miglior Composizione e il premio Musica e Dintorni del Blog di Antonio Salerno e Mara Maionchi

Nel gennaio 2016 esce il suo primo disco Pop simpatico con venature tragiche (pubblicato dall’etichetta discografia indipendente Marvis Label) di cui la cantautrice cura la stesura di testi e musiche, la produzione artistica e l’intera esecuzione in studio. Il disco si aggiudica la candidatura alla Targa Tenco come Miglior Opera Prima. Il live tour, durato quasi due anni, ha toccato gran parte d’Italia e ha avuto il suo momento di massimo riconoscimento con l’opening act dell’artista statunitense Suzanne Vega.

Il nuovo disco di Irene Ghiotto verrà presentato il 23 novembre al Vinile Club di Bassano del Grappa (VI). Se siete da quelle parti non fatevelo scappare! Noi di Diapason Vibe abbiamo avuto il piacere di incontrarla presso gli uffici di BIG TIME – Ufficio Stampa per la musica per una piacevolissima intervista.

Alessandra Spagnoli: Ciao Irene, intanto grazie per questa intervista che vorremmo iniziare parlando un po’ di te.
Irene Ghiotto:
 Mi chiamo Irene Ghiotto, sono una cantautrice. Mi piace definirmi anche produttrice perché gli ultimi due dischi li ho arrangiati, insieme ad altri musicisti, come Carla Carcano, arrangiatore, ma soprattutto un mio caro amico. Sono anche insegnante di canto… insomma, la mia vita è divisa in tre personalità diverse che però si avvicendano ad un unico centro creativo, che è la musica. 

Quando è cominciata questa passione?
Ho sempre ascoltato musica, ho dei genitori molto appassionati. Sono sempre stata circondata da cassette, vinili, CD, e ho iniziato a suonare la chitarra classica alle superiori. Mia madre ne aveva una e l’ho convinta ad insegnarmi. Si è resa conto che in una settimana riuscivo a suonare tutte le canzoni del Canzoniere, e li si è convinta che forse c’era qualcosa di più. Verso la fine degli anni novanta registravo delle audiocassette che facevo risentire alle mie amiche a scuola. Adoravo il punk, i Green Day, il punk californiano dei primi anni duemila. Poi è cominciata l’era dei primi gruppi musicali…ho suonato il basso e poi ho pensato che potevo suonare anche il piano. Fortunatamente avevo dei genitori che mi sostenevano molto. Infatti, per il mio ventesimo compleanno, rientro in casa e vedo che nella mia stanza il letto era stato spostato. Mi stavo già per arrabbiare terribilmente con mia madre, ma dopo un altro passo nella camera, mi trovo davanti un pianoforte…e li mi sono accasciata a terra in lacrime, dalla gioia. 

Parlami un po’ dei tuoi lavori.
Il mio primo lavoro è un EP, uscito nel 2013 quando ho partecipato a Sanremo Giovani. Un EP senza nome, per non confondere nessuno, da dove è stato estratto il primo singolo Baciami, che è il brano portato all’Ariston. Quando sono uscita sul palco ero piena di angoscia, arrabbiatissima…avevo le labbra blu…ma ora posso dire che è stata un’esperienza molto formativa ma anche molto provante. Quando arrivi lì sei pieno di aspettative, attendi che d’improvviso accada qualcosa di assurdo, e pensare di esserci arrivata da sola, senza discografici, con le mie sole forze è stato molto appagante. Il secondo album è uscito nel 2016, totalmente autoprodotto. Tutto vocale, con sovrapposizioni di armonizzazioni in voce, totalmente al femminile. Ai live eravamo in 5, tre coriste, io ed una violoncellista ed abbiamo girato parecchio per presentare il mio lavoro. E adesso… avevo bisogno di un po’ di testosterone… autoindotto!!! 

Arriviamo al tuo nuovo lavoro SuperFluo.
Avevo bisogno di tornare in studio a suonare fisicamente degli strumenti. Mi sono scelta un batterista super punk che avevo il compito di battere sui tamburi come se non ci fosse un domani. Il disco si chiama SuperFluo. Il nome arriva da una mia lettura molto leggera…un libro di letteratura polacca che studiavo per un esame universitario. Leggendo, ho trovato la parola superfluo, e l’avevano fatta andare accapo.  E lì, mi è venuto di leggerlo Super Fluo. Cercavo un termine che racchiudesse questi colori giocosi che la musica del disco richiama, da una parte, e dall’ altra volevo ricordare a me stessa che forse è anche bello che questo disco sia superfluo, che non significa inutile. Lo vedo come un ornamento che rende bella una stanza, senza il quale sarebbe tutto un po’ più sgradevole. 

Quali sono i temi che tratti nel disco?
Fondamentalmente parlo di me, un po’ degli affari miei, che poi in fondo sono un po’ quelli di tutti. Per fare qualcosa che abbia carattere, una persona deve cercare dentro di se qualcosa che è solo sua. Ed è lì che diventa universale. Se decido di scrivere qualcosa solo per farla piacere agli altri probabilmente diventerei banale. Ho bisogno di raccontare le mie emozioni…del mio essere donna!!

Posso chiederti qualche considerazione sull’attuale situazione politica, immigrazione, rivolte popolari in quasi tutto il mondo?
Il confine nazionale non lo percepisco come un qualcosa di reale, io mi sento una cittadina del mondo. E se fossi in un luogo che non mi fa stare bene, sentirei di avere il diritto di spostarmi per essere felice. Nel momento in cui ci sono delle disuguaglianze si crea immigrazione, le persone si spostano. C’è una lotta di sopravvivenza fisica, si scappa dalla guerra, dalle malattie, dalla fame. Ma c’è anche una lotta di sopravvivenza di un ideale, un diritto, essere omosessuali, essere donne. Vivo quello che leggo con molto dispiacere, penso che tutti i popoli abbiano diritto di lottare per la loro libertà. E se i popoli occidentali possono fare qualcosa in merito, hanno il dovere di farlo. 

Per tornare alla musica, quando ti vedremo suonare dal vivo?
La prima data sarà il 23 novembre, a casa, in provincia di Vicenza. Farò il primo live al Vinile, un locale storico delle mie parti. Inizialmente faremo un po’ di date al nord, per poi scendere verso la capitale intorno a gennaio / febbraio. 

Un messaggio sul tuo disco?
La musica bella è anche quella che non ti piace subito, ma che te la devi conquistare, che ti deve convincere. Quindi abbiate la pazienza di farvi avvinare da cose che magari di primo ascolto non sono così semplici, ma vi possono regalare tante emozioni.

Alessandra Spagnoli