Margherita Vicario e Monica P. // ‘Na Cosetta Estiva (Roma)

Sabato 29 giugno, Roma è piena di turisti e gente che si gode (o sopporta il caldo). Guido per una Roma che sta festeggiando San Pietro e Paolo. Numerose le strade chiuse, ma nessun problema per raggiungere la location, il concerto inizia alle 21.00. Ad una prima occhiata ‘Na Cosetta Estiva si presenta come una location easy, dove si mangia, si parla e si ascolta buona musica. Difatti entro velocemente e subito mi da il benvenuto Stefano, molto impegnato, ma sorridente. È importante esserlo in queste situazioni. Capisco subito che ci sarà gente, non solo per il concerto, ma perché a ‘Na Cosetta Estiva si sta bene.

Monica P. // 'Na Cosetta Estiva Roma 2019
Monica P. // ‘Na Cosetta Estiva Roma 2019

Tra gli sguardi curiosi del pubblico, intento a cibarsi oltre che ad aspettare la protagonista della serata, sale Monica P.. Il suo stile è quello di una rocker emotiva. Capelli castani chiari molto mossi e tubino nero. La formazione è minimale, Monica P. alla chitarra acustica, accompagnata da Davide Ronfetto al basso, e Stefano Angaramo alla batteria. Suonano rock intimo e coraggioso, con testi personali e autentici. È in tour per l’Italia presentando i suoi tre dischi A Volte Capita (2010), Tutto Brucia (2014) e il suo terzo ed ultimo album, uscito alla fine del 2017, dal titolo Rosso che non vedi, prodotto peraltro da Antonio Gramentieri, in arte Don Antonio, spettacolare chitarrista, uno dei migliori musicisti italiani oggi in circolazione. Ci fa ascoltare belle canzoni come Calma Apparente,  RivoluzioneTutto il resto rende più denaro, Devo Essere Così e tanti altri del suo repertorio. Ma arrivano le 22.30, saluta il pubblico con Prenditi Tutto. Il pubblico ringrazia.

Un veloce cambio di strumentazione. Viene aggiunta la tastiera. Ed eccola che sale sul palco, Margherita Vicario accompagnata dal giovane pianista e arrangiatore con formazione jazz Alessandro Pollio. Entrano in scena quasi di sorpresa, senza annunci o rumori annunciatori. Inizia con un pezzo di Alberto Bianco che dice le serve «per riscaldarsi».

Tutti fermi, quasi sospesi, ad ascoltare la raffinatezza della sua voce unita alle melodie fresche. Un duo che, pur non riuscendo a riempire totalmente il palco ricolmo di strumenti musicali, trasmette gentilezza e talento. Si percepisce infatti, un taglio curato nella sua voce. Una musica perfetta per una serata d’estate. Cambio di passo. Lei va alla tastiera con la base e il tastierista al basso elettronico su un’altra tastiera. Quasi un’improvvisazione rischiosa, ma riuscita. Suonano, Greed, una canzone scritta a 17 anni in inglese.

Ormai padrona del palco, chiama sul palco il chitarrista Luca Carocci con il quale duetta prima di passare alle sue canzoni più famose: Mandela e Abaué (Morte di un trap boy). Il pubblico canta con lei, a ritmo, con anima. Canta le canzoni del suo album Minimal Music (2014) che ha decine di migliaia di ascolti mensili su Spotify, ma non solo. Diverse sono infatti le canzoni fuori album come Castagne.

Dopo 45 minuti finisce il concerto. C’è spazio per un’ultima canzone poetica. Saluta il pubblico, ma non va via. Resta a parlare con la gente. Un bel momento di condivisione emotiva. Tra un commento e un selfie la intercetto. Dice che si trova a casa qui. Complimenti ancora per avere cantato in questo modo nonostante il dolore al dente del giudizio. Le sue canzoni sono allegre e frizzanti. Restano nella testa come qualcosa che hai assaggiato e che ricordi con gusto. Romanticamente romana.

FDC