The Zen Circus // Rock in Roma 2019

Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Andrea Melaranci (Facebook | Instagram).

Rock in Roma, 5 giugno 2019 alle ore 22.00 circa parte uno dei discorsi del Sergente Hartman di Full Metal Jacket che preannuncia il concerto nel Red Stage dell’Ippodromo delle Capannelle. Pubblico di varie generazioni attende i The Zen Circus. Nessun gruppo spalla per la serata. Bastano loro, fondati nel 1994 da Andrea Appino, con ben 25 anni di musica alle loro spalle. Ci sono infatti circa 3000 persone e l’atmosfera è quella di un concerto tra amici che si divertono.

Iniziano il concerto con La Terza Guerra Mondiale che sottolinea la loro ironia impegnata nella frase: «Una guerra mondiale ancora, Una vera e non su una tastiera». Non si illudono di cambiare le cose, ma almeno di raccontarle cercando di rompere l’inerzia di questi tempi. Segue Catene dove cantano tutti già caldi un po’ per la birra un po’ per la voglia di partecipare ad un concerto rock che fa ascoltare belle canzoni di una band che ormai è un pilastro dell’indie italiano. Anche loro infatti, come altre famose band italiane e non, partecipano al collettivo La Tempesta Dischi fondato da Enrico Molteni bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che ha prodotto i loro ultimi dischi.

Il concerto scorre bene e ad un certo punto Andrea Appino annuncia le regole del Circo Zen:

«Più voi fate casino più noi facciamo casino!»

E così si alzano il volume e il ritmo. Le canzoni si alternano: Vent’anni, Non voglio ballare,  Il fuoco in una stanza. E poi un piccolo ricordo vissuto del pubblico, un richiamo al fatto che molti anni fa erano al Colosseo quadrato, ma ora c’è Fendi. E quindi Andate Tutti Affanculo! Ad Ilenia il pubblico balla e salta creando un polverone sotto il palco. La band interagisce con loro per capire quanto possono spingersi, per prendere le misure. Ed arrivano così una delle loro canzoni più irriverenti, Pisa Merda. Merda si grida quasi come ad enfatizzare la diretta comicità di questo gruppo toscano.

Prima della fine della prima parte cantano L’Amore è Una Dittatura che è stata portata al Festival di Sanremo. È una canzone che li ha fatti conoscere al grande pubblico e, sebbene non abbia raggiunto i primi tre posti della classifica, è una canzone tra le migliori del loro repertorio. Ormai verso mezzanotte, chiamati a gran voce dal pubblico, ritornano sul palco e concedono altre tre canzoni. L’ultima è Viva. Il pubblico apprezza, balla e suda. Uscendo porta con sé un lieve sorriso sul viso che lo accompagna fino ai cancelli. È stata una bella festa.

FDC