Emilio Stella
Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Alessandra Spagnoli.
Comincia con Attenti al cool, brano fotografia dell’epoca in cui viviamo, l’avventura musicale di stasera all’interno del Parco Schuster che ospita il concerto di presentazione del nuovo album Suonato (in vendita da venerdì 14 settembre) di Emilio Stella, cantautore romano attivo da diversi anni nella scena indipendente capitolina.
Emilio prende possesso del palco dopo l’uscita di scena del gruppo di apertura, i Lontano da qui, che ci hanno intrattenuto portando una sana dose di allegria che continuerà per tutto il resto della serata.
Emilio quel palco non lo lascerà tanto facilmente, visto che ci farà compagnia per due abbondanti ore di musica dove si diverte e fa divertire, tra brani vecchi e nuovi, intervallandosi con gli amici Alessandro Pieravanti de Il Muro del canto e Ariele Vincenti, che recita stornelli del poeta romano Er Pinto (poeta anonimo che c’è ma non si vede) e del grande Aldo Fabrizi, mentre Emilio lo affianca alla chitarra raccontandoci di pallone e carbonara, la vera essenza di Roma, grossa protagonista della musica di Emilio.
Noi l’album l’avevamo ascoltato in anteprima e ci era piaciuto, ascoltandolo dal vivo non ha fatto altro che convincerci ancora di più, perché non è facile parlare di una storia d’amore che finisce, passando tramite un’accattona fino ad arrivare su un aereo prima di una tarantella d’amore, per poi sfiorare la storia di una donna che dedica il suo tempo e il suo amore ai gatti di tutta la città, trattando modi di dire popolari senza mai sfociare nel banale, cantando della terra d’origine della sua famiglia, la Calabria, delle difficoltà di quella strada che tanti romani percorrono per andare al mare o al lavoro, la Pontina, senza tralasciare quello che è l’ottavo Re della città con un brano su Francesco Totti, l’ex capitano della Roma, per chiudere in bellezza con l’inno alla vita contenuto in Le birre.
Salta, canta e suona per tutto il concerto insieme alla sua band, e tutti quanti quel palco non lo vogliono proprio lasciare: annunciano sempre l’ultimo brano ma poi non ne hanno mai abbastanza e ne eseguono almeno altri due ogni volta che lo dicono.
Purtroppo, però, vuoi l’ora tarda, vuoi il caldo che ancora attanaglia questa città, vuoi un po’ di stanchezza è arrivato il momento di calare il sipario. E quale modo migliore di farlo se non dichiarando l’amore alla città eterna? E così, dopo due ore ininterrotte di musica tra tarantelle, canti popolari canzoni a squarciagola, echeggiano nell’aria le dolci parole di E io te amo, canzone nata dalla collaborazione tra Emilio e Er Pinto, esponente del collettivo Poeti der Trullo:
E quando passo dentro a ‘n vicoletto
E guardo in alto e vedo i panni stesi
Te riconosco e tiro ‘n fori ‘r petto
De nasce a Roma forse te lo chiesi
A fatte li stornelli e le canzoni
Qualcuno po’ pensa’ che esageramo
Ché pure altre città so’ perfezioni
Ma te sei Roma mia e io te amo
È un moderno cantastorie, Emilio, che canta con il cuore e arriva al cuore delle persone e che, con ironia, scrive brani su temi sociali che vanno dalle case popolari, alla vita in cantiere, a tutti quelli che a testa alta affrontano i problemi della vita, senza appesantire chi l’ascolta, ma lasciando comunque un ottimo spunto su cui riflettere.
Camilla Sabatini
Lontano da qui – Opening Act



















































































