EVANLAND – Giorno 1 // Rocca Maggiore (Assisi)
Il servizio fotografico è stato realizzato da Emanuela Vertolli (https://www.instagram.com/emavertolli_ph/)
Ci sono luoghi dove il tempo sembra rallentare, o forse, semplicemente, ritrovare il suo ritmo naturale. Varcare la soglia della Rocca Maggiore di Assisi per la prima giornata della quinta edizione di Evanland – Il Festival Internazionale del Mondo Interiore è stato un po’ come fare un respiro a pieni polmoni dopo un lungo periodo in apnea.
Un sogno ad occhi aperti che continua a crescere anno dopo anno grazie all’intuizione e al cuore di Bruce Labbruzzo, mente geniale, socio e amico decennale di Gio Evan. Evanland continua a essere qualcosa di unico nel panorama italiano: due giornate dedicate alla spiritualità, alla meditazione, al gioco, alla riflessione, alla condivisione e naturalmente alla musica. Non un semplice festival, ma un vero e proprio incontro di anime in cammino, un’esperienza collettiva in cui ogni partecipante trova il proprio spazio per ascoltare gli altri e, soprattutto, sé stesso.
Un pomeriggio di radici, respiro e connessione
La prima giornata prende vita alle 16, quando i cancelli della Rocca si aprono su un piccolo mondo sospeso. Il programma accompagna i presenti in un percorso che alterna corpo e spirito. Tra il profumo d’incenso e i sorrisi spontanei dei presenti, il pomeriggio si è snodato tra sessioni di yoga e l’intensa meditazione guidata dai Vibrant Kundalini fino all’atteso incontro con Gio e Bruce, un dialogo sincero con il pubblico, una domanda condivisa che attraversa tutti i presenti: perché ci ritroviamo qui?
Le risposte sono tante quante le persone sedute sull’erba. C’è chi cerca silenzio, chi ispirazione, chi una pausa dalla frenesia quotidiana e chi semplicemente desidera sentirsi parte di una comunità. Evanland sembra riuscire nell’impresa di accogliere ogni motivazione senza chiedere spiegazioni, lasciando che siano gli incontri a fare il resto.
La musica dell’anima: dalla tradizione al viaggio “Extra Terreste”
Con il calare della sera, l’energia si è trasformata in pura festa. Ad aprire la serata è Cisco, accompagnato dagli ex Modena City Ramblers. Un’esplosione di energia folk e nostalgia buona. È un concerto che sa di memoria condivisa, di cori spontanei e di quella musica popolare capace ancora oggi di unire generazioni diverse sotto lo stesso cielo.
Poi l’atmosfera si è caricata di quella magia che solo lui sa creare. Attesa come un abbraccio caloroso, l’anima luminosa e pura di Gio Evan sale sul palco e l’energia cambia immediatamente forma. Ironico, poetico, leggero senza mai essere superficiale, porta in scena l’ultimo capitolo del tour Extra Terreste, regalando un concerto che ha il sapore di una festa e insieme di un saluto. Ogni canzone diventa un racconto, ogni pausa un invito a guardarsi dentro con il sorriso.
Vista la sua presenza alla Rocca, non può mancare il duetto con Cisco sulle note de Il Richiamo, un incontro artistico che emoziona il pubblico e celebra il valore dell’amicizia, della condivisione e delle radici comuni. Due voci diverse che trovano un linguaggio comune fatto di autenticità.
Un finale di abbracci e pura gioia
Ma Evanland non è un concerto qualunque, e se c’è un gesto che racconta davvero l’essenza di Evan, è quello che ormai è diventato un rito. Sulle note avvolgenti di Pachamama Gio scende dal palco e si immerge tra le persone. Nessuna distanza, nessuna barriera: soltanto una lunga sequenza di abbracci dati e ricevuti, in uno scambio di energia che supera il significato stesso del concerto. In quei minuti la musica smette di essere sottofondo e diventa il battito di una comunità che sceglie di riconoscersi attraverso un gesto semplice e universale.
Il finale è una vera esplosione di gioia. Ma Bene accende definitivamente il pubblico, mentre Susy, ormai appuntamento immancabile delle chiusure dei suoi concerti, trasforma la Rocca Maggiore in un unico grande coro. Si canta, si balla, ci si guarda negli occhi con quella leggerezza che soltanto certi incontri sanno lasciare in dono.
La prima giornata si chiude così, con i piedi stanchi per il ballo, il cuore pieno e la sensazione bellissima che questo sia solo l’inizio di un viaggio condiviso. Lasciamo la Rocca con la sensazione di aver abitato, anche solo per qualche ora, un luogo dove la spiritualità non è un concetto astratto, ma un modo semplice di stare insieme. E in un tempo che corre veloce, forse è proprio questo il dono più prezioso che Evanland continua a offrire, anno dopo anno.
Caro Evan, se il mondo sparisse oggi, TE RESTI!
La scaletta del live di Gio Evan
Spirito Guida
De Dominicis
Ananda
Estrospezione
Salvare l’intorno
Mi illumina
Amazzonia
Regali fatti a mano
Marinconia
Mark Rothko
Andy Warhol
L’eleganza del mango
Klimt
Raccogliere i fiori
Pachamama
Metà mondo
Ma bene
A piedi il mondo
Universo da fermo
Hopper
Il Richiamo
Susy



































































































