Stefano Saletti & Banda Ikona – Mediterranima // Jazz Image (Roma)

Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Emanuela Vertolli (https://www.instagram.com/emavertolli_ph/)

C’è una magia sottile che si sprigiona quando le note travalicano i confini della sola musica per trasformarsi in racconto, viaggio e memoria condivisa. È quello che è successo al Parco di Porta Capena, nell’evocativa cornice della rassegna Jazz Image, dove Stefano Saletti e la sua Banda Ikona hanno dato vita a un concerto intenso ed emozionante, impreziosito dalla partecipazione straripante di un gigante della musica d’improvvisazione: Antonello Salis.

Al centro della serata, le trame sonore di Mediterranima, l’album che rappresenta la sintesi ideale della ricerca musicale di Saletti. Un lavoro che non è semplicemente un disco, ma una rotta tracciata a pelo d’acqua tra le sponde di un mare che non separa, ma unisce.

Il Sabir e la tessitura sonora del Mare Nostrum

Il pubblico di Jazz Image è stato letteralmente immerso in un melting pot sonoro in cui il Sabir — l’antica lingua franca parlata per secoli dai marinai, mercanti e pirati del Mediterraneo — torna a pulsare di vita.

Sul palco, la tessitura ritmica e melodica è orchestrata con maestria: Stefano Saletti (voce, bouzouki, oud, saz e chitarra) guida l’ensemble alternando la delicatezza degli strumenti a corda alla forza dei racconti di mare. Al suo fianco, l’intreccio vocale tra Yasemin Sannino e Fabia Salvucci regala sfumature ipnotiche e viscerali, capaci di spaziare dai melismi mediorientali ai canti del Sud Italia.

I fraseggi del clarinetto e del sax soprano di Gabriele Coen hanno ricamato le melodie con eleganza e tensione jazzistica, mentre Eugenio Saletti (voce, basso acustico) ha garantito un supporto armonico e ritmico dinamico e moderno. A tenere il battito di questo viaggio, la sapiente ed energetica architettura ritmica delle percussioni di Arnaldo Vacca.

L’uragano Antonello Salis: quando il jazz incontra la terra

Se la Banda Ikona è il telaio su cui si intessono queste storie di mare, l’ingresso in scena di Antonello Salis con la sua fisarmonica è stato la scossa tellurica che ha fatto decollare la serata. Salis ha portato sul palco quella geniale ed eversiva carica poetica che lo contraddistingue, stravolgendo e impreziosendo gli arrangiamenti dei brani di Mediterranima.