Il ricordo del Maestro Morricone attraverso le parole di Valentina del Re

Valentina del Re, ha fatto parte dell’Orchestra del grande Maestro Morricone. Oltre a questa collabora con la Roma Tre Ochestra, l’orchestra Roma Sinfonietta, l’Orchestra Notturna Clandestina, l’Orchestra da Camera di Perugia, e dal 2019, fa parte della Propaganda Orkestra del programma televisivo Propaganda Live su La7 condotto da Diego Bianchi.

Le abbiamo chiesto aspetti di Morricone intimi, sentiti, veri, toccati dal vivo, dopo tutto ciò che è stato scritto e detto in questi giorni. Un ricordo sentito.

Laura Petringa: Il rapporto con la moglie, Maria Travia, di cui si è tanto parlato 
Valentina del Re: La moglie era sempre presente alle prove, ai concerti. Arrivavano insieme in macchina, lei si sedeva nel fondo della sala e ascoltava sempre sorridente, lui nelle pause si sedeva vicino a lei. Anche nei concerti e nelle premiazioni degli ultimi anni, apparivano sempre insieme, seduti vicini.

Come era il rapporto con voi musicisti?
Nonostante l’età, il Maestro era sempre molto presente a sé stesso e con l’orchestra. Il suo carattere era sempre verace da romano d.o.c., con un piglio duro e dolce al tempo stesso. Pretendeva sempre il massimo della concentrazione e della resa dai suoi musicisti. Era affezionato ad ogni suo musicista, soprattutto quelli che lo avevano accompagnato da sempre nelle tournée e nelle registrazioni, come Marco Serino, violinista che ha registrato la maggior parte delle sue colonne sonore come solista. O Carlo Romano, oboista del celebre Gabriel’s Oboe. La pianista Gilda Buttà, sua è l’esecuzione de La leggenda del pianista sull’oceano.

Cosa ne pensi della sua musica tu che ne hai sentite tante dei più grandi Maestri? Come vorresti definirla, se definirla si può?
Suonare con Morricone era soprattutto seguire il suo gesto e la sua intenzione musicale. I ritenuti, l’intensità, la drammaticità della musica erano tutti condotti dalla sua mano ed ogni volta niente era uguale alla volta precedente, ma tutto riusciva a destare la stessa grandissima emozione. È difficile definire la musica di Morricone. Le sue colonne sonore hanno descritto la “Storia della Musica” da film e sono riuscite a entrare nella vita di ciascuno di noi descrivendone momenti importanti, sia della società, sia individuali.

La sua musica è immortale, è riconoscibile e quando un compositore diventa riconoscibile, entra nella storia. È riuscito a conciliare le spinte musicali dell’eredità della musica dell’Ottocento e quella contemporanea del Novecento; nelle sue colonne sonore emerge la profonda conoscenza e influenza di tutti quegli autori che hanno segnato la storia della musica. E anche la sua Musica Assoluta contiene tutte le complessità della musica contemporanea del novecento.

Se potessi, come lo definiresti?
Morricone era un uomo di un altro secolo, cresciuto in una società che appare lontana da noi, con difficoltà oggi forse incomprensibili. Un uomo semplice, scontroso, ma capace di attimi di estrema emotività. Sempre vestito in abiti semplici (il suo classico lupetto nero di lana). Tipiche le sue esternazioni in romano quando si rivolgeva all’orchestra, anche a volte molto colorite. In prova pretendeva assoluta serietà, massima concentrazione. Non tollerava sorrisi, esortava tutti a suonare dando il massimo, seguendo le Sue indicazioni. La serietà era ciò che pretendeva sempre e ribadiva.

Preferisci di più il Morricone di Verdone o più quello di Tarantiniana memoria?
Morricone
è Leone, Verdone e Tarantino. Anche in Tarantino c’è tutto quello che descrive la musica da film di Morricone. Nella colonna sonora di Tarantino c’è la cellula de Gli Intoccabili. C’è tutto quello che caratterizza Morricone, il western indimenticabile, il film dell’impegno sociale. Bellissimo il rapporto con Dulce Pontes che ha cantato toccanti e meravigliosi brani di Morricone e con Susanna Rigacci ne L’estasi dell’oro).

Qual è il più bel ricordo che avrai di lui?
Il più bel ricordo che porterò con me di Morricone è quel brivido infinito e senza tempo che si prova a sedersi in orchestra e suonare musiche che hanno accompagnato infanzia, adolescenza, insomma la vita…perché oltre all’emozione delle note meravigliose si aggiungono i ricordi indelebili di serate sul divano a guardare i western insieme a papà. Il mio brano preferito è The strong da Il buono il brutto e il cattivo. Ogni volta che partivano quelle note, quelle armonie, il solo di tromba e poi si aggiungevano le altre 5 trombe mi commuovevo. La potenza di un grande compositore sta nel riuscire a toccare e a rendere i ricordi immortali.

Oltre la musica, di lui cosa che ti ha colpito dentro?
La sua poesia Inseguendo quel suono. Morricone una volta ha detto:

“Ho scritto una sola poesia nella mia vita e l’ho dedicata a mia moglie”.

Inseguendo quel suono
Il suono della tua voce coglie nell’aria un invisibile immobilizzandolo in un attimo eterno. Quell’eco è entrata in me frantumando i cristalli fragili del mio sospeso presente…senza ritorno. Dovrò cercare futuro inseguendo quel suono io stesso disperata eco a ritrovarmi.

Laura Petringa