Giovanni Truppi – Poesia e Civiltà Tour // Auditorium Parco della Musica (Roma)

Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Alessandra Spagnoli (Instagram).

Giovanni Truppi torna in concerto per continuare la presentazione dal vivo di Poesia e Civiltà, il suo primo lavoro con una major. Dopo averlo già incontrato al MONK di Roma (Giovanni Truppi // MONK) e questa estate a Villa Ada (Giovanni Truppi // Villa Ada – Roma Incontra il Mondo), questa è la volta del prestigioso Auditorium Parco della Musica di Roma.

Ad accompagnare sul palco Giovanni Truppi (chitarra, piano e voce) troviamo la sua band formata da Paolo Mongardi (batteria), Giovanni Pallotti (basso), Daniele Fiaschi (chitarra), Duilio Galioto (tastiere) e Nicoletta Nardi (voce e tastiere). 

Poesia e Civiltà, è un album composto da 11 brani inediti scritti tutti da Giovanni Truppi, tra cui il primo estratto L’unica oltre l’amore e il singolo Borghesia, che prende spunto dal romanzo La scuola cattolica di Edoardo Albinati. Il video del singolo è diretto da Gabriel AzorìnGiuseppe Truppi e Oscar Vincentelli

Truppi, cantautore e polistrumentista napoletano, che per stile e liriche rievoca i grandi del cantautorato italiano degli anni ‘70, ma che al contempo si fa interprete e capofila di un modo di scrivere e comporre del tutto inedito. La sua forma canzone è profonda, provocatoria, complessa, imprevedibile e mai banale. 

«Ho cercato di basare questo disco su quello che è più importante per me in questo momento – dichiara Giovanni Truppi – ovvero l’identità, la vita adulta, la bellezza, il modo in cui scegliamo di porci nei confronti degli altri e quindi il rapporto con la società. Tutti concetti che mi appassionano anche per via della grande fase di ridefinizione che stanno attraversando in questo momento storico. La poesia e la civiltà sono i punti cardinali verso i quali tendono tutti gli elementi di questo lavoro (gli argomenti delle canzoni, il lessico, gli arrangiamenti e la produzione), la scelta del titolo scaturisce da qui. Nel mettermi al servizio di questi due principi ispiratori ho sentito l’esigenza di abbandonare il linguaggio dei miei lavori precedenti e di costruirne uno nuovo, che rimandasse a una scrittura più classica e meno anarchica e spigolosa.»