La Premiata Forneria Marconi, o più semplicemente la PFM, è approdata a Roma portando il suo Emotional Tattoos Tour. L’anno scorso li avevamo incontrati al Teatro Vascello, questa volta siamo invece al Teatro Olimpico. Alla serata ha partecipato un pubblico principalmente adulto, cresciuto ovviamente con la musica della PFM, ma con piacere incontriamo anche giovani e diversi adolescenti: ragazzi e ragazze da soli o insieme alla propria famiglia per il concerto di una band storica.

Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Andrea Cavallini (Facebook | Instagram).

Emotional Tattoos Tour

La struttura del live è un po’ quella a cui ci siamo ultimamente abituati con Franz di Cioccio che apre la serata con una performance vocale prima di spostarsi alla batteria. Iniziamo con Il Regno, non a caso, essendo questo anche il brano di apertura di Emotional Tattoos. Proseguiamo poi con un salto nel passato con La Luna Nuova, brano del 1974 presente in L’isola di niente, quarto album della virtuosa band. Come lo stesso Franz ha detto:

«Ripartiamo dai fondamentali, dalle basi»

La serata procede tra brani nuovi come La Lezione e La Danza degli Specchi e gli intramontabili ed immancabili capolavori del passato: È Festa, La Carrozza di Hans e ovviamente Impressioni di Settembre. Non manca lo spazio per i soli, in particolare per quello di batteria, o per delle cover come Il Pescatore di Fabrizio De André (estratto da dall’album del 2008 live PFM canta De André). Nella loro bravura tecnica, quale migliore occasione per riproporre anche cover più “virtuose”, pubblicate nel 2011 in PFM in Classic, come la Danza dei Cavalieri dal Romeo e Giulietta di Sergei Sergeyevich Prokofiev e Guillame Tell Overture di Gioachino Rossini.

La formazione

A fianco di Franz di Cioccio ovviamente è presente lo storico bassista Patrick Djivas al basso. Insieme i due sono gli unici componenti della vecchia guardia. Con loro sul palco: Alberto Bravin seconda voce e cori, Marco Sfogli alle chitarre, Alessandro Scaglione alle tastiere, Lucio Fabbri al violino, tastiera e chitarra e Roberto Gualdi che come sempre accompagna e affianca Franz alla inusuale seconda batteria. Nonostante la mancanza di Franco Mussida, che per i fan storici e più radicali è sempre un tuffo al cuore, questo è un concerto a cui bisogna assistere assolutamente. La PFM è parte della storia musicale italiana che ha ed ha avuto anche tantissimo successo all’estero, e che all’estero ancora ci riconoscono.

Micol – Opening Act

L’apertura della serata viene affidata a Micol un’arpista rock, come lei stessa si definisce. Per riscaldare il palco non presenta un classico repertorio, lo si intuisce subito sia dalla postura che dall’immagine: che dall’immagine: la sua non è la classica posizione seduta ad abbracciare l’arpa, e il suo look appare decisamente dark/metal. Infatti, Micol propone la sua personale interpretazione di tre brani famosi come Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, Space Oddity di David Bowie e, per concludere, Born to Run di Bruce Springsteen. L’arpista si congeda invitando tutto il pubblico il prossimo 4 maggio all’Auditorium parco della Musica alla presentazione del suo album d’esordio che non poteva che chiamarsi Arpa Rock.