Red Hot Chili Peppers // Visarno Arena (Firenze) @ Firenze Rocks 2022

Se vi state chiedendo cosa si provi a stringere in mano un biglietto acquistato quasi tre anni prima eccovi accontentati. Lo scorso 18 giugno siamo stati alla Visarno Arena di Firenze per assistere al tanto atteso concerto dei Red Hot Chili Peppers. La band non si esibiva sul palco da quasi cinque anni e lo ha fatto in formazione assolutamente completa vista la presenza di John Frusciante che, rientrando nella band alla fine del 2019, ha fatto sognare molti fan facendo andare i biglietti del tour sold out in pochissimo tempo.

A infrangere, solo temporaneamente, i sogni dei fan ci ha pensato il Covid-19 che ha lasciato tutti in balia di un’attesa lunga 3 anni. Poi un giorno ecco che finalmente è giunto il momento di partire e andare a incontrare i RHCP. Come noi, circa altre 70.000 persone avranno provato un brivido nel percorrere il parco adiacente all’arena, varcando i cancelli colorati per i controlli di sicurezza, fino ad accedere all’interno del parco dove il palcoscenico si ergeva imponente sul lato corto e tanti stand, incluso il truck di Virgin Radio per la diretta dal campo, si srotolavano ai lati dell’ippodromo per offrire ogni servizio.

L’atmosfera dei concerti ci era enormemente mancata e la band, capeggiata da Anthony Kiedis, si è presentata puntuale sul palco accogliendo il pubblico al suono di Can’t Stop. Una carica di energia e adrenalina ha fatto esplodere tutti e nessuno è rimasto fermo, neanche i più composti. Quel che ci è rimasto molto impresso è stato vedere quanto questo concerto abbia accolto diverse generazioni: in giro per l’arena vi erano tanti giovani, gruppi di amici e di amiche, ma anche tante coppie di varie generazioni e, a grande sorpresa, anche tante famiglie con figli di tutte le età.

Anthony, Flea e Chad si sono esibiti sul palco seguendo un preciso copione: Chad ha suonato la batteria con vigore e i maxischermi ci hanno offerto tanti primi piani del suo viso divertito, Flea ha fatto il suo show parlando in un verosimile italiano e camminando in verticale mostrando l’intimo sotto al kilt, Anthony ha cantato piuttosto bene (cosa non scontata) e si è esibito a torso nudo come al suo solito, ma John spiccava, col suo abbigliamento semplice, e la sua camicia anni novanta, sembrava essere tornato nella band direttamente dal 1992.

La scaletta ha spaziato molto tra gli album e ci ha regalato tanti brani a noi cari, ma vista la durata inferiore alle 2 ore del concerto ci sentiamo di dire che avrebbero potuto incendiare ulteriormente l’atmosfera, già calda anche a causa delle torride temperature, e farci sognare al suono di Under the Bridge. Cosa avremmo voluto più di ogni cosa? Forse qualche sorpresa, magari di essere trascinati virtualmente in California «Take me to the place I love, take me all the way» come cantano in appunto in Under the Bridge.

In fondo, il momento più bello dei concerti è quando ci si trova al cospetto della band e le luci si abbassano mentre le prime note vengono intonate, quindi portate le persone care nel luogo che amate e portatele fin sotto al palco: la musica farà tutto il resto.

La scaletta:

  • Can’t Stop
  • Dani California
  • Charlie
  • These Are the Ways
  • The Zephyr Song
  • Aquatic Mouth Dance
  • Snow (Hey Oh)
  • Nobody Weird Like Me
  • Whatchu Thinkin’
  • Otherside
  • The Heavy Wing
  • Californication
  • Black Summer (preceduta da un accenno di What is Soul? dei Funkadelic)
  • Give It Away

Encore

  • By the Way

Rosamaria Grauso