Il servizio fotografico è stato realizzato da Andrea Cavallini (Facebook | Instagram).

In occasione dell’uscita dell’ultimo disco dei kuTso, intitolato Che Effetto Fa, abbiamo incontrato la band romana presso la libreria La Feltrinelli dell’Appia per la tappa capitolina del loro Instore. La conduzione dell’evento è stata affidata al noto e rinomato John Vignola, giornalista appassionato di musica.

Un momento per fare qualche domanda a Matteo Gabbianelli, front-man e leader storico della formazione, accompagnato da Brian RienteLuca Lepore e Bernardino Ponzani, e per parlare dei temi principali trattati nel nuovo album, il tutto condito da un goliardico e finto “imbarazzo” soprattutto da parte di Vignola nel pronunciare il nome del gruppo (anche per rispetto di alcuni bambini che erano presenti nel pubblico):

«Ma il nome del vostro gruppo come si pronuncia esattamente? Cuzzo, casso, cat-so? Nel dubbio facciamo cuzzo, va bene?»

Un Matteo sornione risponde ogni volta sorridendo ma soprattutto ripetendo l’indicazione chiave: il nome si pronuncia all’inglese!

Tra il pubblico notiamo, forse proprio per vedere veramente che effetto fa, Marco Fabi, il co-produttore, insieme a Matteo, dell’album.Tra una battuta e l’altra ascoltiamo i kuTso suonare in una formazione semi acustica, alcuni brani estratti da Che Effetto Fa partendo ovviamente dalla title-track e proseguendo con Manzoni Alieni e Uno + Una. È proprio grazie a Manzoni Alieni che si abbattono le ultime resistenze e finalmente John e Matteo pronunciano come si deve, in un rito quasi liberatorio, il nome della band: i /càz·zo/.

Prima della presentazione del disco, abbiamo scambiato due chiacchiere con Matteo. A questo link, l’intervista completa: Intervista a Matteo Gabbianelli, fondatore e anima dei kuTso.

Andrea Cavallini