Timo Kotipelto & Jani Liimatainen in Blackoustic
Quella al Jailbreak di Roma è stata una serata musicale intima, esclusiva e indimenticabile. Altro non poteva essere in presenza di due grandissimi artisti come Timo Kotipelto e Jani Liimatainen. Il cantante degli Stratovarius e l’ex chitarrista e fondatore dei Sonata Arctica si sono esibiti in Blackoustic live, concerto totalmente acustico. Dopo un facilissimo cambio palco alla fine dell’esibizione dei Galderia, il duo ha acceso il suo pubblico proponendo subito i tre primissimi brani tratti appunti da Blackoustic. A parte la canzone di apertura, Sleep Well, e My Selen, la maggior parte dei pezzi suonati durante la serata provengono dai lavori degli Stratovarius. Successi come Black Diamond, Paradise e Coming Home, sono solo alcuni dei pezzi storici che sono stati eseguiti.
In ogni caso, tra un brano e un altro, i due non si risparmiano di certo. Nell’atmosfera famigliare, il duo scherza continuamente con il pubblico, come il tentativo fallito di Jani di imitare l’accento italiano o il fatto che tutte le cover che suonano sono i brani migliori della serata proprio perché non scritti da loro. A tal proposito, tra le diverse cover proposte (come per esempio Out in the Fields di Gary Moore o 2 Minutes to Midnight e The Trooper degli Iron Maiden) bisogna fare una menzione speciale per I Don’t Believe in Love dei Queensrÿche. Infatti è lo stesso Timo Kotipelto a definire l’album Operation: Mindcrime come uno dei migliori album della storia musicale, nonché Geoff Tate come uno dei più grandi cantanti di sempre.
Il concerto scorre piacevolmente con Timo e Jani accompagnati costantemente dal pubblico decisamente preparato sull’argomento. In conclusione, possiamo dire senza ombra di dubbio di aver assistito a un concerto di una semplicità e spontaneità uniche che hanno reso la serata magica.
Il servizio fotografico è stato realizzato da Andrea Cavallini (Facebook | Instagram).
Galderia
Come opening act, come accennato, si sono esibiti i francesi Galderia. Anche se in formazione ridotta troviamo, in veste completamente acustica, solo Sem, Tom e Bob Saliba (in questa occasione alla chitarra). Tra battute in francese e in italiano, i tre hanno mantenuto un livello della serata assolutamente piacevole. Solo nel finale purtroppo Bob deve cedere la chitarra a Sem, a causa di un dolore al polso. Ma come se nulla fosse, i Galderia hanno continuato la loro esibizione congedandosi tra i meritati applausi di un caloroso pubblico.



































































