Villa Ada – Roma incontra il mondo XXVI edizione – Conferenza Stampa

É stata presentata ieri, 31 maggio, al Circolo ARCI Monk di Roma, la ventiseiesima edizione di Villa Ada – Roma incontra il mondo.

Il servizio fotografico della conferenza stampa è stato realizzato da Alessandra Spagnoli (Instagram).

Martina Martorano
Martina Martorano

Come un consueto appuntamento pre-estivo, anche quest’anno il circolo ARCI MONK di Roma ha ospitato la conferenza stampa di presentazione di Villa Ada – Roma Incontra il Mondo 2019 alla sua 26ima edizione. Una conferenza stampa ricca di ospiti e di interventi che è impossibile riassumere in poche parole, salvo non si voglia fare torto a qualcuno, visto il grande paniere di contenuti ed attività culturali e sociali che sono state presentate. Tantissimi gli ospiti musicali e non, tantissime le novità così come anche le molte conferme della squadra visto il successo della passata edizione, nonostante le difficoltà di un avvio un po’ burrascoso.

Partendo dai volti noti e chiave ritroviamo Saro “Poppy” Lanuca, il “Direttore Emotivo” della passata edizione, riconfermato per il secondo anno consecutivo Giuseppe Giannetti alla Direzione Artistica del Festival e Maura Crudeli responsabile di tutte le attività extra. Anche quest’anno tantissime le partnership come quelle con UNCHRTerra! OnlusRadio RockHard Rock CafeWWF#BellaStoriaScomodoSharengo solo per citare qualche nome.

Durante la conferenza stampa, sotto l’attenta conduzione di Martina Martorano, si sono alternati: Saro ‘Poppy’ Lanucara (Comunicazione Villa Ada), Carlo Testini (Responsabile Cultura ARCI Nazionale), Marco Trulli (Presidente ARCI Lazio), Francesca Chiavacci (Presidente Nazionale ARCI), Giuseppe Giannetti (Direzione Artistica Villa Ada), Gilda Petronelli ed Emiliano Zanni (Bohemian Symphony – The Queen Orchestra), Federico Fossi (Responsabile Comunicazione UNHCR), Claudio Graziano (Responsabile Politiche Immigrazione ARCI Roma), Maura Crudeli (Responsabile Area Free ed eventi extra), Simona Cataldi (Curatrice del format di Villa Ada – Roma Racconta il Mondo), Daniele Dezi (Responsabile Campagna Marketing di Villa Ada), Tommaso Salaroli (Scomodo), Riccardo Sansone (Curatore presso BellaStoria), Valerio Cesari (Radio Rock).

Ovviamente un ringraziamento speciale va a tutto l’ufficio stampa GDG Press per il lavoro svolto.

L’apertura della conferenza stampa è sulle note del jingle di quest’anno a cura d I Camillas, “padri mitologi della scena indipendente italiana” come sono stati definiti da Saro Lanucara. La conduzione della conferenza è affidata a Martina Martorano che apre le danze rivolgendo una prima domanda proprio a Saro: qual è il significato di Nulla si sa, tutto si immagina, sottotitolo dell’edizione di quest’anno?

Saro ‘Poppy’ Lanucara – Comunicazione Villa Ada

Saro ride e risponde ironico, ma in fondo probabilmente se l’aspettava:

«Me la sono cercata fondamentalmente…questa è una citazione doppia carpiata tra Federico Fellini ne La voce della Luna che a sua volta cita una poesia di Fernando Pessoa, famoso poeta portoghese. Nulla si sa, tutto si immagina è una frase da cui siamo partiti per creare l’immaginario di questa 26ima edizione di uno dei festival più importanti e longevi dell’estate romana. Questo in un periodo sociale, storico, politico e culturale in cui la frammentazione fa da sovrana ed è davvero difficile focalizzarsi su quello che è il futuro. Abbiamo, quindi, deciso di realizzare un’edizione concentrata sul presente, con la necessità di lanciare uno sguardo al futuro per sapere dove e come andare avanti a livello culturale e sociale. Siamo partiti da una visione di un festival maturo che vuole essere bambino nel senso di visionario. Un festival che nella sua complessità si rinnova sempre un po’ di più.»

Saro 'Poppy' Lanucara – Comunicazione Villa Ada
Saro ‘Poppy’ Lanucara – Comunicazione Villa Ada

Ma per parlare di presente e quindi di futuro, Saro ricorda le origini del festival, nato appunto 26 anni fa. Una manifestazione caratterizzata dall’incontro di culture, dalla World Music, manifestazione che in questo ultimo periodo si è un po’ trasformata come concetto nella convinzione che questo incontro sia ormai solido anche in Italia. Il cartellone del festival quindi strizza l’occhio sia all’internazionalità sia a tutti i più grandi passaggi culturali e sociali espressi nella musica italiana degli ultimi cinque anni. Nulla si sa, tutto si immagina proprio perché ribadisce Saro c’è la necessità di essere concreti al momento ma guardando al futuro con uno sguardo più ampio e, soprattutto, meno miope. 

«Tutti si chiedono il significato e il concept del nuovo logo di questa edizione. Provo a spiegarlo: partiamo dall’assunto che nulla si sa, tutto si immagina. Forse sarà un problema generazionale ma a quelli della mia generazione la fantasia è stata aumentata dagli 8 bit del televisore degli schermi dei videogiochi. Il bit è una piccola parte di qualcosa di molto più complesso e molto più grande, ed è in questo che sta la similitudine con quello che è costruire un festival, un festival che ha voglia di rinnovarsi e guardare al futuro. Quindi dal bit, dal piccolo pezzo, dal riuscire a destrutturare quella che è una proposta culturale che andiamo a proporre nella città di Roma, abbiamo pensato ad un immaginario visivo che vada a raccogliere il più ampio spazio possibile per dar vita ad un festival non carico di emozioni già preconfezionate. Un festival vivo, quindi, che è stato costruito da una squadra di direttori artistici, una squadra di comunicazione che sta lavorando intensamente sui social e su tutti i canali tradizionali.»

Carlo Testini – Responsabile Cultura ARCI Nazionale

La parola passa poi ad un altro volto ormai noto e famoso, Carlo Testini. Il suo intervento è incentrato sul significato profondo che si trova dietro la sigla ARCI e lo fa raccontando una telefonata ricevuta il giorno precedente della conferenza stampa.

«Ieri mi ha chiamato una ragazza di 27 anni dalla provincia di Matera e mi ha detto: “Abbiamo appena fondato un circolo Arci con un sacco di ragazzi e di amici a Montescaglioso, in provincia di Matera, e vogliamo fare un sacco di attività di presentazioni di libri, di concerti, di proiezioni”. Parto da qui perché spesso quando si pensa a dei festival nelle città o anche nei piccoli centri organizzati dall’ARCI o insieme all’ARCI si dimentica che questa parolina indica un’organizzazione che ha un sacco di anni ma che ha anche avuto la capacità di cambiare, rinnovarsi, di inventarsi sia in campo sociale e sia in campo culturale.»

Carlo Testini – Responsabile Cultura ARCI Nazionale
Carlo Testini – Responsabile Cultura ARCI Nazionale

Carlo prosegue il suo intervento portando giustamente alcuni numeri: in Italia sono presenti più di 4000 circoli come il MONK e La Lampa di Montescaglioso, di cui più di 2000 che svolgono attività in modo continuativo e quasi 60 festival musicali estivi che vengono realizzati. Tra questi festival come non citare Sabir, Festival diffuso delle Culture mediterranee che si è tenuto a Lecce tra il 16 ed il 19 maggio scorso, manifestazione che si occupa di tematiche sull’immigrazione con tanti appuntamenti culturali, o di un altro bellissimo evento che è stato organizzato dall’ARCI di Torino, Jazz is Dead, che ha visto un’interessante offerta culturale, fino ad arrivare ovviamente a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo. Questo è il presente o il recente passato se si preferisce, ma come il leitmotiv del festival rappresenta, ovviamente non si può non guardare al futuro. Infatti, l’ARCI di Roma sta provando a costruire una rete di festival diffusi sul territorio e Villa Ada potrebbe diventare una sorta di hub dei festival dei diversi municipi. Non sarà probabilmente quest’anno ma un lavoro che riguarderà il futuro prossimo. Conclude il suo intervento sottolineando il grandissimo lavoro che esiste dietro ai Circoli ARCI per garantire e promuovere l’accesso alla cultura da parte di tutti i cittadini di questa città e non solo. Infatti, in base a dati nazionali SIAE, in Italia si organizzano ogni anno circa 38000 eventi di spettacolo a cui partecipano oltre 4 milioni di persone. Il 60% di questi eventi ha bisogno di supporto per finanziare le attività mentre per il restante 40% si tratta di eventi totalmente gratuiti. Un lavoro gigantesco che l’ARCI fa insieme a tantissimi amici e partner per costruire un futuro migliore.

Marco Trulli – Presidente ARCI Lazio

Si passa quindi dall’ARCI Nazionale a quello locale del Lazio con l’intervento di Marco Trulli che ribadisce il ruolo centrale di questo festival come evento rappresentativo delle attività quotidiane dei circoli laziali e momento culmine.

«Villa Ada è in piena continuità con quello che è l’operato dell’ARCI, 365 giorni l’anno. Non è un festival e basta. È il momento di punta, di visibilità, organizzazione, intelligenze che si mettono insieme per festeggiare un po’ il nostro senso di produrre cultura, musica, aggregazione, che parte dai circoli e anche dalle zone più periferiche.»

Marco Trulli - Presidente ARCI Lazio
Marco Trulli – Presidente ARCI Lazio

Intervento, ovviamente, perfettamente in linea con Carlo Testini, riaffermando il grosso lavoro delle associazioni per realizzare aggregazione con tutte le ben note difficoltà quotidiane. Un circuito che cerca di promuovere e dare strumenti a chi, partendo da zero e magari avendo lo spazio di uno scantinato, vuole iniziare ad organizzare musica invitando piccoli gruppi e poi, magari crescendo, diventare come il MONK o il Magnolia fino ad arrivare ad organizzare un festival che dura 49 giorni ricco di musica, di socialità, di integrazione, di approfondimento e di discussione per la cittadinanza. Ma, appunto, è un lavoro che non finisce con la conclusione del festival, visto che subito bisognerà ricominciare a lavorare alle nuove e giornaliere proposte sociali e culturali. Ci saranno degli incontri sui temi della pace, della sostenibilità e della multiculturalità. Non bisogna però soffermarsi solo sul risultato di un festival che offrirà tantissimi eventi e che accoglierà migliaia di persone da Roma, dal Lazio e da tutta Italia. Infatti, un momento di riflessione va alle difficoltà che le associazioni trovano davanti al loro percorso.

«Tutto questo va difeso, va protetto, va incentivato, va sostenuto non solo dal punto di vista istituzionale ma anche dal punto di vista associativo, e stiamo cercando di farlo tutti insieme. E questo però e sempre più a rischio, e sempre più sotto scacco da politiche securitarie e anche da un non riconoscimento di questo ruolo fondamentale che l’associazionismo diffuso, formale o non formale, i gruppi e le persone si danno nei territori.»

Francesca Chiavacci – Presidente Nazionale ARCI

Interviene telefonicamente Francesca Chiavacci, al momento ad Agrigento per i suoi impegni a livello nazionale.

«Il festival di Villa Ada ha una caratterizzazione storica, che quest’anno diventa particolarmente importante: quella di mantenere il legame con le tematiche della pace e delle diverse culture in questa delicata fase culturale e politica del nostro paese. L’Arci nazionale crede molto in questo progetto perché passano molte più idee, sensazioni ed emozioni attraverso la musica e lo stare insieme che con la politica e per noi questo discorso è una risorsa pregiatissima. Grazie anche al lavoro di chi con tanta fatica ha messo in piedi il festival con la speranza di una stagione che, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, riesca a far uscire le persone di casa e a nutrirsi di buona cultura e buona musica.»

Giuseppe Giannetti – Direzione Artistica Villa Ada

Il successivo intervento è quello di Giuseppe Giannetti, che si occupa della direzione artistica di Villa Ada:

«Questo è il secondo anno in cui mi occupo direttamente della direzione artistica, anche se negli anni precedenti ho collaborato con la vecchia gestione, sono un dirigente ARCI, sono direttore artistico del 30formiche, circolo ARCI attivo sul territorio romano da 8 anni, quindi come potete vedere tutti, è un festival promosso interamente da persone che lavorano nell’ARCI e promuovono i temi dell’ARCI tutto l’anno.»

Giuseppe Giannetti – Direzione Artistica Villa Ada
Giuseppe Giannetti – Direzione Artistica Villa Ada

Quest’anno si è riusciti a completare un cartellone, ci sarà ancora qualche sorpresina, ci sono ancora delle date vuote, che in tutto sono 49, e siamo decisamente soddisfatti, soprattutto per la qualità perché secondo me non c’è nessun nome davvero messo lì solo per meriti legati ad un appeal alla moda del momento. Sono tutti nomi che meritano di partecipare a questo cartellone per lo spessore artistico e per la qualità della loro proposta musicale e nel costruire questo programma sono stato aiutato da due personalità molto affermate nel mondo della musica e della direzione artistica: Raniero Pizza, direttore artistico del Monk, che ci ha dato una grande mano, e poi Luca Abbracci, che è stato il direttore artistico per 20 anni di Villa Ada che ci ha dato, appunto, nella costruzione di questo cartellone, un grande sostengo passandoci una serie di contatti storici che hanno fatto grande questa manifestazione. Noi abbiamo cercato di dividere la proposta in 4 gruppi, 4 filoni. Abbiamo cercato di concentrarci su quelle che sono state le migliori uscite discografiche italiane degli ultimi mesi ma anche del 2018.

Gilda Petronelli ed Emiliano Zanni – Bohemian Symphony – The Queen Orchestra

Gilda Petronelli ed Emiliano Zanni – Bohemian Symphony - The Queen Orchestra
Gilda Petronelli ed Emiliano Zanni – Bohemian Symphony – The Queen Orchestra

«La produzione di questo grosso spettacolo composto da 40 artisti è un tributo e un ricordo a quello che è il mondo dei Queen e il suo cantante Freddie Mercury. Sarà un grandissimo spettacolo di due ore e mezza che racconta antologicamente anche l’impiego e l’opera di una scrittura dell’attore Daniele Monterosi che vedremo ora a giugno nel film con Claudia Gerini e Francesco Pannofino sulla malavita ad Ostia intitolato A Mano Disarmata. Daniele fa quindi parte del nostro cast ed ha realizzato questo testo in cui ci si immagina sia Freddie Mercury e in qualche modo insieme agli altri componenti dei Queen racconta alcuni aspetti della loro vita e della loro storia. Chiaramente i Queen sono inimitabili, si tratta quindi più di uno spettacolo che avvicina il pubblico nell’ambito culturale offerto dall’ARCI alla musica sinfonica in una chiave che possa essere anche quella rock insomma.»

Federico Fossi – Responsabile Comunicazione UNHCR

Federico Fossi, dell’UNHCR, ribadisce ancora una volta come Villa Ada – Roma Incontra il Mondo non sia semplicemente un festival musicale ma molto di più:

«Il festival, per il secondo anno consecutivo, ospita il 20 giugno la Giornata Mondiale del Rifugiato evento organizzato da UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) e ARCI. Una celebrazione voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare sul tema dell’immigrazione e dei rifugiati. Oltre 70 milioni di persone in tutto il mondo sono costrette ad abbondare il proprio paese a causa di guerre e persecuzioni. Una realtà purtroppo, già da molti anni, ostaggio della politica e di una narrativa spesso distorta e negativa nei confronti di queste persone.»

L’intervento di Federico punta moltissimo l’attenzione a ristabilire il concetto fondamentale che i rifugiati sono persone, non solo dei semplici numeri come spesso vengono raccontati dai media e dalla politica. Persone con dietro delle storie e dei talenti. Tantissimi rifugiati, infatti, hanno del talento veramente eccezionale proprio nel campo della musica. Non a caso cita un’artista come Billy Bragg che in un’intervista molto significativa diceva:

«Smokey Robinson mi fece capire che non ero il solo ad avere il cuore spezzato. I Clash, che non ero il solo ad oppormi alle discriminazioni.»

Federico Fossi – Responsabile Comunicazione UNHCR
Federico Fossi – Responsabile Comunicazione UNHCR

La centralità della musica è quindi li fulcro di tutto, come strumento che permette ai migranti di uscire dall’isolamento e a connettersi ad una comunità all’interno della quale possono condividere i propri i valori, le proprie preoccupazioni e anche le battaglie per la non discriminazione. La musica unisce tutti in una causa comune, ispira e permette appunto di creare sensibilizzazione. Si esibiranno quindi il 20 giugno per l’occasione Nada e l’Orchestra dei Braccianti in questo incontro con Arci in cui si sposano la campagna di UNCHR #WithRefugees con il festival di Villa Ada. Una giornata mondiale durante la quale saranno organizzati diversi incontri, diverse iniziative nell’ambito della gastronomia, dello sport, dell’arte e appunto della musica. L’obiettivo di questa partnership è proprio quella di raggiungere un pubblico e di sensibilizzarlo su questi temi cercando di dare un’informazione che sia il più possibile corretta e soprattutto umana e non ridotta a quella narrativa sempre più negativa di cui siamo tutti testimoni.

Claudio Graziano – Responsabile Politiche Immigrazione ARCI Roma

L’intervento di Claudio Graziano, come introdotto da Saro, anche se relativamente breve è comunque molto diretto, forte e con un chiaro messaggio politico per ribadire un concetto importante alla base del festival:

Claudio Graziano – Responsabile Politiche Immigrazione ARCI Roma
Claudio Graziano – Responsabile Politiche Immigrazione ARCI Roma

«Villa Ada è un festival Antirazzista, lo è per sua natura e per sua storia e lo è a maggior ragione oggi, quindi che nessuno pensi che ci spaventi l’onda nera che sta attraversando il paese. Villa Ada rimane e sarà, finché la faremo noi, una festa ed un festival di persone uguali che parla del mondo e di quello che succede nel mondo…In questo momento non torniamo indietro, continueremo a dire quello che pensiamo su discorso pubblico e sul discorso sociale in questo paese. Arrendersi in questo momento all’ondata nera sarebbe la cosa peggiore che potremmo fare per le persone che accogliamo e per gli italiani che sono in povertà.»

Inoltre Aldo ricorda il grandissimo impegno di ARCI e di altre associazioni che hanno attualmente un’imbarcazione in mare che sta cercando di salvare le vite. Purtroppo, come anche da lui stesso ricordato e puntualizzato, è che nonostante tutto la gente continuerà a morire nel Mediterraneo e le donne continueranno ad essere segregate e stuprate ancora nei lager libici. Quindi bisogna passare il concetto fondamentale che accogliere fa bene, accogliendo nel giusto modo dando gli strumenti e dando indicazioni su come vivere in questo paese.

Maura Crudeli – Responsabile Area Free ed eventi extra

Maura Crudeli – Responsabile Area Free ed eventi extra
Maura Crudeli – Responsabile Area Free ed eventi extra

Arriva il momento di Maura Crudeli, anche il suo è ormai un volto più che noto di questa manifestazione. Lei è la persona che si trova dietro a tutte le attività dell’area free di Villa Ada, area che da 6 anni caratterizza il festival. Un punto di connessione di tante realtà associative, imprenditoriali, start-up e no profit al fine di portare contenuti sociali, culturali, di innovazione sociale e di sostenibilità. Moltissime le proposte di quest’anno con diverse novità e i momenti dell’aperitivo e degli after party saranno potenziati. I tantissimi appuntamenti saranno veicolati sul sito Mini d’Ada, con date e orari. Viene poi fatto un ringraziamento speciale ai main sponsor, tra cui Il direttore Marketing Henry Grainer dell’American University of Rome, che quest’anno sostiene il valore del festival, della multiculturalità e sarà un partner e sostenitore economico. Importante ricordare che Villa Ada è una manifestazione che si autosostiene, non avendo nessun tipo di aiuto economico dall’amministrazione: la meravigliosa location è stata vinta tramite bando.

Giardino di Lulù

Un campus estivo che si svolgerà per tutto il mese di luglio e che permetterà a tanti genitori e a tante famiglie del quartiere di lasciare i propri figli all’interno del meraviglio parco. Tante attività ludiche, didattiche e culturali per i bambini che li porterà alla scoperta dei luoghi nascosti di Villa Ada.

Ada Circus

Dopo il successo dell’anno scorso, sempre per i piccoli ma anche per i grandi, è riconfermato anche quest’anno l’appuntamento domenicale con il circo. Dalle quattro del pomeriggio alle sette giocolieri, artisti e clown intratterranno bambini e genitori al fresco dei pini mentre magari si godono un gelato.

Sport e tempo libero

Anche quest’anno si presta molta attenzione al benessere, alla cura dello spirito e al fitness fin dalle prime ore della mattina con le lezioni di Yoga, di meditazione, di Pilates e di Pound. Cos’è il pound? Un insieme tra aerobica e cardio: attraverso due bacchette chiamate Ripstick si esegue una sorta di virtual drumming che, sulla base di musica hip-hop, pop e rock fa muovere a tutti le bacchette nell’aria a ritmo simulando di suonare la batteria.

Le visite guidate

Proseguono le visite guidate alla scoperta degli spazi di Villa Ada poco conosciuti come il Bunker Savoia in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Roma Sotterranea. Bellissime visite notturne al bunker al cui interno ci sarà anche una simulazione di bombardamento attraverso una proiezione di un documentario audio video. Quest’anno si aggiunge anche un altro spazio nascosto di Villa Ada, che è il Forte Antenne e grazie all’associazione di promozione sociale Progetto Forti, la cui mission è quella di valorizzare le strutture di architettura militare, si potrà visitare il fortino del 1891, luogo normalmente chiuso che viene aperto solo in pochissime occasioni.

Corsi di fonia

Un’altra conferma viene dalla collaborazione con lo Studionero che darà la possibilità a tutti gli appassionati del mondo della fonia e della musica di palco di fare attraverso due appuntamenti molto importanti, una vera esperienza sul palco del main stage.

Green e sostenibilità

Ma non è tutto, sempre per continuare il percorso intrapreso negli anni passati, c’è una grandissima attenzione alla sostenibilità, discorso molto caro a tutti, anche al fine di arrivare ad un festival ad impatto zero. Infatti, uno dei partner di questa edizione è iRyciclo con i suoi eco-raccoglitori di ultima generazione (inclusa plastica ed oli esausti) per dare la possibilità ai partecipanti del festival di azzerare l’impatto ecologico della loro presenza all’interno della villa stessa. Anche in questo ambito un’altra conferma con Yourban2030 noto anche per la recente realizzazione del Green Murales Hunting Pollution al porto fluviale, il famoso airone che mangia lo smog, e che l’anno scorso aveva realizzato un intervento artistico, un lungo acquedotto che accoglieva i partecipanti al festival. Con Yourban2030 porteremo nuovamente interventi artistici basati sul concetto di sostenibilità che si sposa con l’innovazione tecnologica. Chiusa anche la partnership con Sharengo, Cooltra, Bici elettriche e con la cooperativa di taxi Samarcanda che vanta una flotta ibrida ed elettrica che offre un 20% di sconto ai partecipanti del festival che, tramite un’apposita App, dà la possibilità di chiamare un taxi e si scegliere se ibrido o elettrico. Per chiudere il discorso green, troviamo Hard Rock Cafe che ha sposato la campagna del WWF Save the Planet e con la sua impronta fashion eco-friendly fornirà le magliette con cui vestirà il personale di Villa Ada.

Gastronomia

Un’altra novità è l’Osteria della Villa che sarà un’osteria interna, un ristorante sul lago con 70 posti a sedere, una parte nell’area concerto, potendo così godersi il concerto mangiando a bordo lago, e un’altra parte nell’area free. Oltre a questo ristorante sarà presente uno street food di qualità tramite un’attenta ricerca di piccole aziende biologiche a filiera corta proveniente principalmente dal Lazio che sposano il concetto di sostenibilità. Tra le diverse proposte, il progetto Baobab Street Food con la sua offerta etnica, vegetariana e molto altro.

Simona Cataldi – Curatrice del format Villa Ada – Roma racconta il mondo

«Quest’anno Villa Ada ha scelto di raccontare il mondo con l’augurio e l’auspicio, mai come oggi, che i diritti umani ritornino ad essere centrali nelle scelte delle istituzioni che ci rappresentano. Quattro convegni tematici su quattro temi che secondo noi disegnano l’attualità: migranti, conflitti, donne e ambiente.»

Simona Cataldi – Curatrice del format Villa Ada – Roma racconta il mondo
Simona Cataldi – Curatrice del format Villa Ada – Roma racconta il mondo

Così apre il suo intervento Simona Cataldi. Sul discorso migranti, oltre a quanto già anticipato da Federico, racconta, ci sarà una tavola rotonda per discutere di tutto quello che riguarda i migranti dal salvataggio all’accoglienza con il contributo dell’ ASGI (Associazione degli Studi Giuridici sull’immigrazione), del contesto giuridico delle aree di sicurezza e delle operazioni di salvataggio e questo grazie al prezioso contributo di Mediterranea che avrà uno spazio importante all’interno del festival e una presenza permanente per tutta la durate del festival con un suo stand. Cosa significa oggi scegliere di salvare delle vite umane.

Si parlerà di solidarietà e di inclusione grazie al contributo di Carlotta Sami, portavoce UNHCR, affrontando anche il tema del modello Riace con Chiara Sasso che presenterà il suo libro Riace, una storia italiana. Fondamentale anche il ripristino della verità perché, come dice Simona, parlare di diminuzione di morti nel Mediterraneo nel 2019, quando in realtà sono stati ritrovati solo 2 cadaveri su 402 dispersi in mare è ovviamente sbagliato.

Ma le morti nel Mediterraneo sono solo un aspetto della crisi migratoria, infatti, si parlerà anche dei lager libici, di centri detenzione legali ed illegali. Francesca Mannocchi sarà presente con il suo libro Io Khaled vendo uomini e sono innocente per parlare dei “mercanti della morte” in un mondo in cui la demarcazione tra bene e male si assottiglia sempre di più. Grazie al contribuito di Un Ponte Per… si parlerà di conflitti e cosa è rimasto dopo per quelli che si sono conclusi. Su questa scia si affronterà un altro tema sempre molto caldo, quello della Palestina, con la presentazione del libro di Cecilia Dalla Negra che sarà intervistata da Serena Femminetta, antropologa esperta di post colonialismo e studi di genere. Il libro intitolato Si chiamava Palestina. Storia di un popolo dalla Nakba a oggi, racconta il periodo che va dal 1948, l’anno dalla catastrofe che vede l’espulsione di migliaia di persone dalla Palestina, ad oggi.

L’ambiente è un altro dei temi importanti su cui parlare e confrontarsi: dalla sua difesa alle risorse naturali e al loro accesso. L’ambiente, come definito da Michel Forst lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite, è la nuova linea di fronte per i diritti umani e per il nostro futuro. Una giornata organizzata con Terra Onlus dedicata interamente a discussioni sull’impatto ambientale dell’agricoltura e sull’industria e alle campagne no-CETA e no-TTIP dando anche un quadro giuridico di riferimento. Per concludere, si parla con l’Accordo di Parigi, il primo grande accordo universale giuridicamente vincolante sul clima mondiale e parlando degli esiti della conferenza ONU sui cambiamenti climatici con il contributo della ONLUS A Sud.

Si parlerà di attivisti per i diritti umani, persone che difendono i boschi, l’acqua, la terra e lottano contro le multinazionali che invadono il loro territorio con Miniere, impianti idroelettrici, colture intensivi. Attivismo che purtroppo a volte si paga anche a caro prezzo, infatti, secondo Global Witness, quest’anno sono ben 320 le persone che hanno perso la vita per difendere i diritti umani, tra queste Marielle Franco, la Consigliera Comunale di Rio che è stata assassinata nel 2018.

Ci sarà la presentazione di Non Chiamatemi Eroe, un libro scritto da Lorena Cotza e Ilaria Sesana, storie di ribellione, resistenza e coraggio per difendere i diritti umani a tutti i costi in un momento di criminalizzazione della solidarietà. Questa occasione vedrà la partecipazione di Daniel Gagliardo, attivista messicano che si batte per i diritti dei popoli indigeni. Arrestato ingiustamente in Messico proprio per attivismo è stato in galera per 5 anni, periodo durante il quale ha subito più volte torture e maltrattamenti. Liberato nel dicembre del 2018, Damian ha deciso di continuare a battersi per far rispettare e per promuovere i diritti dei popoli indigeni e per denunciare le torture sistematiche che si perpetuano nelle carceri messicane contro prigionieri politici e attivisti.

Nell’ambito delle risorse naturali, si affronterà il tema del Water Grabbing, una delle nuove guerre del 21imo secolo, che vede l’acqua diventare l’oggetto della smania neo liberista di possedere risorse naturali tanto più che “l’oro blu” sta diventando un bene prezioso. Bisogna per questo garantire l’accesso all’acqua per la salvaguardia per tutti.

Parlando invece in termini di consumismo si affronterà il lato oscuro della grande distribuzione e soprattutto di quanto equilibrio ed equità esiste nei rapporti tra produzione e distribuzione nell’ottica della maggiore tutela del diritto dei lavoratori. Per rispondere a questo fenomeno, Fabio Ciconte e Stefano Liberti autori de Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo saranno intervistati da Laura Filios.

«Ovviamente, le presentazioni non saranno solo su tematiche ambientali e sociali, si parlerà anche di musica visto il contesto di questo festival musicale. Verrà presentato a riguardo Come Spiriti Adolescenti, 25 scrittori per Kurt Cobain a cura di Piero Ferrante. Sono 25 racconti di altrettanti scrittori ispirati ad altrettante canzoni dei Nirvana, non con lo scopo di raccontare la storia del leader dei Nirvana quanto raccontare l’emozioni e le passioni che sono rimaste incagliate tra le pieghe dell’anima di una generazione di arrabbiati.»

Daniele Dezi – Responsabile Campagna Marketing di Villa Ada

Daniele Dezi – Responsabile Campagna Marketing di Villa Ada
Daniele Dezi – Responsabile Campagna Marketing di Villa Ada

Anche l’intervento di Daniele si focalizza sulle molte altre proposte del festival che si affiancano alla ricchissima offerta musicale di Villa Ada, luogo che definisce come il primo spazio di resilienze estiva a Roma. Spesso, infatti, la villa è vista solo come una location per i concerti mentre, come riportato anche da Maura Crudeli, le attività inizieranno la mattina presto per giungere poi, prima dei concerti, all’aperitivo delle 7, una situazione più fresca per la nostra città, fino a proseguire, dopo i concerti, con l’after party. A tal proposito, dopo i concerti non verrà proposta una mera discoteca, ma ci saranno delle occasioni per vivere le estati romane in un modo alternativo. Infatti, sono state contattate tutte le organizzazioni di ragazzi che animano le serate romane d’inverno che erano alla ricerca di spazi. Troveremo Borghetta Stile, Italian Stail, Come Mamma t’ha fatto che organizzeranno diversi after show. Ma anche un festival dopo il festival con In The Wood Festival. Lasciatemi Cantare con un nuovo format, condotto da Betani dei Pills che intratterrà il pubblico in una sorta di mix tra DJset e Karaoke. Si conclude l’intervento comunicando una recentissima partnership con dei ragazzi che si occuperanno di organizzare anche, ma non solo, gli after show di M¥SS Keta, Coma_Cose e Caravan Palace.

«I ragazzi di Scomodo sono la prima realtà romana indipendente apartitica con una gestione democratica dove non esiste un leader bensì quaranta ragazzi a dettare un po’ le righe su un gruppo di più di 400 iscritti. Tutte le sere saranno in villa per presentare la loro rivista e le loro idee oltre ad organizzare le tre feste dopo M¥SS Keta, Coma_Cose e i Caravan Palace

Tommaso Salaroli – Scomodo

Tommaso Salaroli – Scomodo
Tommaso Salaroli – Scomodo

Un progetto importante che nasce due anni e mezzo fa un po’ per scherzo con l’idea di voler fare un giornale. Oggi, partendo da quello “scherzo”, è la prima rivista studentesca d’Europa per tiratura, solo di carta, indipendente e autofinanziata che stampa 7500 copie al mese e vede la partecipazione di molti nomi noti come Zero Calcare, per esempio. Intorno al giornale si è costruita una realtà culturale e sociale e un gruppo di ben 440 persone con tanti progetti di musica, cinema e teatro. Grazie al coinvolgimento del festival, è stato creato un gruppo di ragazzi appassionati di cinema che svilupperanno e realizzeranno anche brevi spot per promuovere il festival. Ma non solo: Scomodo è costruire un’alterativa sociali e culturale per i più giovani con delle iniziative a loro dedicate soprattutto dopo la mezzanotte in un posto bellissimo come Villa Ada.

Riccardo Sansone – Curatore presso BellaStoria – Festival – Narrazione di strada

Riccardo Sansone, storico della resistenza romana è uno dei promotori del festival di periferia di strada chiamato #BellaStoria, un gruppo composto ovviamente da storici ma anche da antropologici, psicologici e filosofi. Un ciclo seminariale nei baretti nelle piazze del V Municipio con l’idea di riportare la storia fra le persone comuni. Un grandissimo lavoro quello di #BellaStoria anche di recupero sulle storie di donne del Pigneto e di Tor Pignattara che sono state vessate dal patriarcato della società fascista.

«Un festival antifascista che ha come uno dei suoi obiettivi quello di raccogliere dei soldi per devolverli in una borsa di studio per studenti locali che facciano lavoro di recupero della memoria degli antifascisti che hanno subito la persecuzione nel territorio negli anni 30, perché i veri antifascisti, al di là ovviamente dei partigiani, sono stati tutti quegli uomini e donne che hanno pagato la propria lotta perdendo il lavoro e subendo il confino.»

Riccardo Sansone – Curatore presso Bella Storia - Festival - Narrazione di strada
Riccardo Sansone – Curatore presso Bella Storia – Festival – Narrazione di strada

A luglio si terranno quattro lezioni / incontro sulla migrazione, la storia di genere, la resistenza e l’antifascismo e la storia del ’68 con moltissimi ospiti. Annalisa Camilli, giornalista de L’Internazionale, parlerà di come la propaganda attacchi le ONG seguita da Osvaldo Costantini, Professore di Antropologia alla Sapienza. Ci sarà una lezione di Paolo Mattera, Responsabile Master in Comunicazione in Storia di Roma Tre, su come la televisione, il cinema e il teatro abbiamo innescato il movimento culturale del ‘68. Paolo Canali, Professore dell’Università di Camerino sfaterà una volta per tutte, attraverso una serie di studi e documentazioni, l’idea che “qualcosa di buono il fascismo l’ha fatto”, restituendo quella che è la vera memoria e quello che ha realmente lasciato il fascismo. Ci sarà, infine, una lezione interessante sulla filosofia di genere della Professoressa Francesca Romana Recchia Luciani dell’Università di Bari, per riportare il concetto che non esistono solo filosofi ma che la storia ha avuto anche molte filosofe. Tutto questo è #BellaStoria.

Valerio Cesari – Radio Rock

Valerio Cesari – Radio Rock
Valerio Cesari – Radio Rock

Last but not least, è il momento di Valerio Cesari, DJ di Radio Rock, che sarà la voce radiofonica all’interno dell’area free il cui compito sarà quello di raccontare quello che succede sul palco del main stage e in tutta la manifestazione. La collaborazione tra Villa Ada e Radio Rock è una scelta quasi naturale per la condivisione dei valori sociali e culturali oltre, ovviamente, anche per la musica. Un’attenzione quotidiana verso le nuove realtà musicali che meritano sempre più spazio e magari arrivano anche a Villa Ada, un lavoro che la radio come il festival porta avanti da anni.

«Non voglio paragonare il nostro operato quotidiano alle tante cause ed iniziative che definire nobili e di resistenza è forse un eufemismo. Sicuramente passare musica rock se non un atto di resistenza è un atto di fede. Infatti, sarebbe molto più conveniente assecondare i gusti e non portare avanti il nostro discorso musicale.»

Tra l’altro quest’anno Radio Rock, la più famosa emittente radiofonica laziale, festeggia il prossimo 22 giugno proprio in villa i suoi 35 anni con una serata che vedrà esibirsi sul main stage Giuda (che non a caso hanno presentato l’ultimo album proprio al MONK) e The Winston.

Andrea Cavallini

Calendario dei concerti *

* Calendario in continuo aggiornamento

Villa Ada 2019 - Partners
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